La Riserva


 
Replying to Le dimissioni più originali al Festival delle lettere.
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Last 10 Posts [ In reverse order ]
alb85Posted: 3/10/2011, 18:08

Mi dimetto dal trucco e parrucco:



Gli anni trascorsi davanti allo specchio sono stati anni, per me, di proficua frequentazione, durante i quali sono cresciuta sia del punto di vista personale che dal punto di vista relazionale.
Ho partecipato a progetti di importanza estetica rilevante e le mie competenze sono arrivate ad un livello pressochè professionale.
È giunto, tuttavia, il momento di consegnare le armi al tempo che avanza e rassegno, quindi, le mie dimissioni per cogliere una nuova opportunità di impostazione di rapporti. Certo che le mie fatiche siano state da alcuni apprezzate e di valore aggiunto per l'ambiente di lavoro e per la famiglia, resto a disposizione per permettere un adeguato passaggio di immagine, a quelli che mi vedranno d'ora in poi, rispettando i termini previsti dal contratto per farci l'occhio.
Saluto e ringrazio tutti coloro che assisteranno alla metamorfosi senza cadere a terra e/o senza conati di vomito.


LaylathPosted: 3/10/2011, 17:48
Una gara di creazioni epistolari dal tema "Lettera di dimissioni"

autocandidatura1




Ma voi, ne ricevete ancora lettere? Io sono anni che non provo più l’emozione di aprire una busta e leggere qualcosa che non sia una bolletta o il resoconto puntuale di atti impropri di shopping commessi con la Visa. Dai tempi degli amici di penna inglesi a scuola, forse.
E invece gli italiani scrivono ancora, eccome. Hanno risposto in 2432 quest’anno all’appello del Festival delle lettere, gara di creazioni epistolari. Forse è che il tema scelto – Lettera di Dimissioni – ha scatenato la fantasia e l’originalità degli scrittori. C’è perfino chi ha scritto da San Paolo, da Caracas e da New York. Lo scrittore più giovane ha 9 anni, 90 il più anziano e sono in maggioranza le donne che scelgono di impugnare carta e penna per scrivere (oltre il 70%).
Ma da cosa si dimetterebbero gli italiani? Dalle loro vite, almeno così sembra a leggere qualche stralcio delle lettere finaliste. Pochi scrivono davvero al datore di lavoro per rinunciare al posto (difficile dar loro torto). C’è chi si vuole dimettere da “addetto alla spazzatura”, chi da “colf senza stipendio” (leggi: moglie) o dal ruolo di “accompagnatore allo shopping selvaggio della fidanzata”; molti, ahimè, rassegnano le dimissioni dall’Italia.
Noi ci siamo fatti dare alcuni stralci tratti dalle lettere finaliste, nelle mani di una giuria che conta fra gli altri Rosellina Archinto, Roberta Einaudi, Mario Calabresi e premierà le più belle domenica 9 ottobre al Teatro Dal Verme di Milano.
Eccone alcune, rigorosamente in ordine sparso e anonime.


Mi dimetto da te
Cara Rosalia,
me ne vado via, sto per dirti addio (…).
E sì bella mia perché il tuo Armandino forse è un po’ ignorante ma non è un “cretino” così che il conto in banca per te è congelato e trovati anche un cuoco che ti faccia lo stufato. Un’ultima cosa poi chiudo questa mia te la devo dire cara Rosalia: «Ora sì mi sento un tipo “tosto” e tutti i tuoi diplomi te li puoi mettere in quel posto».
Armando


Mi dimetto da indignata
Rassegno le mie dimissioni da Indignazione fin quando le menti non si risveglino dal torpore e dall’indifferenza, nel frattempo se mi cercate sono in vacanza ai Caraibi. Forse gli italiani saranno più disposti ad accogliermi se torno in forma e abbronzata.
A presto. L’Indignazione.


Mi dimetto in rima
Non mi permetto il prospetto di un lento rigetto dell’inetto ma neanche voglio l’abbaglio d’un taglio del suo serraglio. Per questo non resto nel posto che il lesto calpesta e come mesta protesta, col cuore in difetto nel petto e doveroso rispetto, mi dimetto.

Mi dimetto da tutore dell’ordine
La mia è una posizione difficile da sostenere; non riesco a giustificare i motivi per cui alzo lo sfollagente, a chi prende le botte perché ha ragione. Non riesco più a dare risposte a chi è disperato; verso chi tenta di spiegare il proprio disagio. In quel momento rappresento un’Istituzione che ha fallito. L’Istituzione che ha sbagliato e che usa la mia faccia per difendersi.


Mi dimetto da fegato
Mi preme sottolineare che il rapporto fiduciario venutosi a costitutire con la Vostra persona nel corso degli anni mi avrebbe spinto a rivedere la mia posizione, ma l’appena avvenuta assunzione di caffè corretto con la crema di whiskey in orario antecedente alle 9.00 antimeridiane mi rende impossibile rimandare ulteriormente, nell’interesse della conservazione della mia persona, la decisione di rassegnare le mie dimissioni dall’incarico di depuratore del Vostro organismo.


Mi dimetto da italiano
Non smetterò mai di difenderti, di essere orgoglioso di essere italiano: I-TA-LIA-NO. Italiano come mio padre, che si è spezzato la schiena in fabbrica per mandarmi all’Università. Sì, Italiano con la “I” maiuscola, Italiano come La Pira, come Falcone e Borsellino… Tornerò, lo prometto al mio cuore, tante cose ancora devono essere pulite. Adesso però perdonami. Devo andare. Ho lo sfratto alle dodici.

fonte

(la prima lettera proposta è geniale XD

E voi?
Volete scrivere una lettera di dimissioni da qualche cosa?
Ecco la mia

Lettera di dimissioni dalla dignità.
Cara dignità. Ci abbiamo provato,
ma le regole proposte dal tuo condominio purtroppo non sono compatibili con la gestione della mia persona. E' stato bello finché è durato. Spero troverai qualcuno migliore della sottoscritta.
Ho sgomberato l'appartamento come richiesto.

:lol: