La Riserva

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Idee per il Club del Libro, *Il Topic per scambiarci Idee, Chiacchiere, Proposte...*

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view post Posted on 16/4/2011, 03:28           Quote
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Puledro

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E andiamo a votare... ^_^

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Mungitore

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che ne dite, usiamo questo post per proporre i libri per maggio?

storico: dottor zivago,B. Pasternak
nello spoiler c'è la trama, avviso: è molto lunga!! xP
SPOILER (click to view)
E' l'unico romanzo di Pasternak e, senza dubbio, è opera di grande valore (benchè non paragonabile ai capolavori della letteratura russa). Invero, Pasternak è più poeta che romanziere e le pagine migliori dell'opera sono quelle liriche. Alla fortuna del romanzo hanno contribuito anche le misure prese dalle autorità sovietiche che non hanno voluto che il libro fosse pubblicato in URSS. Protagonista è Jurij Zivago, figlio di un industriale e medico di professione: la famiglia Zivago ha molti beni, ville e possedimenti sia in Russia che in Siberia. Jurij cresce in un ambiente di intellettuali raffinati; dotato di grande sensibilità, ben presto scrive poesie, si occupa di filosofia, discute con originalità sui più diversi argomenti. Vuole difendere a ogni costo la propria autonomia spirituale e per questo è spesso in contraddizione con gli altri. Va da sè che non vuole in nessun modo impegnarsi: e il suo destino è quello di passare attraverso la guerra e la rivoluzione. Invero, come molti altri intellettuali borghesi russi, all'inizio accoglie la rivoluzione come evento liberatorio, come sogno di giustizia universale. Subito, però, quando la rivoluzione bolscevica assume il carattere "normativo" e il nuovo potere vuole imporre anche il modo di pensare, Zivago (che aveva avuto per la rivoluzione, del resto, un'adesione di tipo sostanzialmente estetico) cerca scampo e si rifugia in un villaggio degli Urali: le pagine dedicate al viaggio di questo assorto egoista attraverso la Russia in fiamme sono tra le più belle del romanzo. Zivago ha una moglie, che rappresenta la famiglia, gli affetti normali, di tipo borghese, la sicurezza del focolare. Poi Zivago incontra Lara: l'"amore passione", la donna, non la moglie, non la madre, il senso della vita e della natura. Uomo sostanzialmente debole (e in questo riflette l'autore) Zivago è dunque preso fra queste due donne, che sono agli antipodi. La sua vita è sconvolta, anche perchè non può "isolarsi", tutti sono presi nella tormenta. Vive, certo, giorni incredibilmente felici con Lara: poi i due si devono separare: Zivago è aggregato a un distaccamento rosso in qualità di medico e segue le sorti del suo reparto, nel vortice della guerra civile. Alla fine è solo: Tonja e i figli sono andati all'estero, perchè non hanno voluto accettare il potere sovietico; Lara è lontana, in Manciuria. Lui è ossessionato da Lara, ma è ormai un uomo finito. Tornato a Mosca, muore per un attacco cardiaco. Il romanzo è epico (relativamente al carattere dell'arte di Pasternak: è meglio forse definirlo storico-descrittivo) e lirico. La parte autobiografica è intensa. Tre generazioni di Russi passano attraverso queste pagine, che comprendono la storia tormentata del Paese dal 1903 al 1929 (più un epilogo, situato dopo la Seconda guerra mondiale). Tutti i personaggi del romanzo sono completamente immersi nel crogiolo della storia, della rivoluzione, della guerra civile. Zivago non è un rivoluzionario, e neppure un controrivoluzionario: vorrebbe difendere il proprio "spirito" ma la forza della storia lo schiaccia, e così la forza delle passioni. La rivoluzione è natura, come Lara è natura: è lo scatenarsi delle forze elementari della vita, e Zivago tenta invano di aggrapparsi al suo mito di altoborghese colto e raffinato. Il dottor Zivago non è un libro politico, come fu detto, e la presa di posizione dell'Unione degli Scrittori fu sbagliata anche perchè vi volle vedere un romanzo controrivoluzionario quando questo non era per niente l'intento di Pasternak: nelle pagine liriche, frammentarie, originalissime, Pasternak ha cercato di rappresentare un uomo, come molti, che ha tentato invano di uscire dalla stretta della storia per conquistare la propria libertà, per realizzare le proprie sensazioni, i propri pensieri. In sostanza Zivago-Pasternak crede che l'arte sia un momento della scala verso l'Assoluto e cerca di seguire questa scala. In questa via l'unico suo alleato possibile è la donna che capisce il senso e il segreto della natura e dell'eternità, è Lara. Zivago non respinge la rivoluzione, ne accetta (ed è perfettamente d'accordo) la necessità dei cambiamenti sociali: ma non può accettare la "metafisica" della rivoluzione, la pretesa di cambiare radicalmente l'anima umana (con decreti e violenza). E' in sostanza contro la riduzione del fatto rivoluzionario a schemi teorici e astratti: crede nelle grandi virtù che sono la Natura, l'Amore, la Bellezza. Crede nella Bontà: per questo il senso del romanzo finisce con l'essere religioso (in questo senso si può comprendere l'atteggiamento ufficiale sovietico): non nel senso di un'adesione a una qualsiasi religione positiva (per quanto la "tonalità" sia cristiana), ma nel senso della coscienza del rapporto che lega l'uomo e il cosmo, la natura e la storia, la vicenda quotidiana e l'eterno.
fonte: www.parodos.it/books/pasternak.htm



ho tolto il resto cosi nn si va in confusione!! xP


Edited by krys89bmtl - 24/4/2011, 21:18

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Ranchero

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Con 5 voti, è stato scelto il genere STORICO



Krys ha formulato la sua proposta, vediamo le altre idee ^_^ ....


Il 2 maggio, indicativamente, partirà il sondaggio per i titoli :)



Edited by alb85 - 24/4/2011, 21:20

gattinaballa347wrbk

 
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+Sekhmet+
view post Posted on 24/4/2011, 21:03           Quote




Ragazzi so che non c'entra molto, ma che ne direste se facessimo anche un club del film?
 
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view post Posted on 24/4/2011, 21:17           Quote
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Ranchero

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Mia proposta per maggio: Erich Maria Remarque-"Niente di nuovo sul fronte occidentale"



SPOILER (click to view)
Facendo leva sugli ideali della patria, dell'onore e l'orgoglio, gli insegnanti di una scuola tedesca persuadono i propri allievi ad arruolarsi come volontari per difendere la loro patria. Il protagonista Paul Bäumer si arruola insieme ad alcuni suoi compagni di classe. Hanno tutti diciannove anni e sono convinti di vivere una bella avventura. I ragazzi si accorgono con il passare del tempo di come la guerra sia inutile e si chiedono senza avere delle risposte ben precise chi volesse fare la guerra e per quale motivo, ma si accorgono anche che giorno dopo giorno l'avventura si trasforma in una tragedia dove i vincoli di sostegno e cameratismo che servivano a superare le atrocità e le difficoltà quotidiane spariscono man mano che muoiono i compagni di Bäumer.....


CITAZIONE (+Sekhmet+ @ 24/4/2011, 21:03) 
Ragazzi so che non c'entra molto, ma che ne direste se facessimo anche un club del film?

C'è già qualcosa in sezione Cineforum ^_^

gattinaballa347wrbk

 
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~Tamara~
view post Posted on 24/4/2011, 21:18           Quote




Io propongo "La storia" di Elsa Morante.
Un capolavoro della nostra letteratura che tutti dovrebbero leggere.

SPOILER (click to view)
Un giorno di gennaio dell'anno 1941 Gunther, giovanissimo militare del Reich ubriaco, vaga per Roma alla ricerca di un bordello. Durante la sua (incompiuta) ricerca, incontra una donna, la maestra trentasettenne Ida Ramundo vedova Mancuso (ebrea da parte di madre, figlia di Giuseppe Ramundo e Eleonora Almagià, e madre di un figlio quindicenne di nome Antonio Mancuso, soprannominato Nino).

Per sfamare la sua sete di sesso, il soldato non trova miglior soluzione che violentare la donna. Da questa violenza nascerà un figlio, Giuseppe, poi soprannominato da suo fratello "Useppe" e così chiamato per la maggior parte del romanzo. Di Gunther non avrà più notizia, e infatti morirà in Africa.

Ida e i suoi figli vivono in una casa del Testaccio. Nino è il classico "burino" di città: fervente fascista (ma solo per braveria: in realtà non ha nessuna idea di cosa sia il Fascismo), linguaggio scurrile, comportamento spavaldo e sfrontato. Non si avvede della gravidanza di sua madre fino alla nascita del bambino, ma già dalla prima volta in cui lo vede se ne innamora, e inizia con lui uno stupendo rapporto di amore fraterno che durerà fino alla sua morte.

Nel luglio del 1943 Nino riesce a farsi accogliere in un battaglione di Camicie Nere in partenza verso il Nord. Qualche giorno dopo un grosso bombardamento distrugge, oltre al resto, la casa di Ida a San Lorenzo, uccidendo il cane di Nino, Blitz, e lasciando Ida e Useppe senza una dimora.

I due trovano alloggio in uno stanzone a Pietralata, condiviso con un anziano marmoraro comunista, Giuseppe Cucchiarelli (chiamato, per l'inflazione di persone con quello stesso nome, "Giuseppe Secondo" o, nel linguaggio infantile di Useppe, "Eppetondo"), e con una famiglia mezzo napoletana e mezzo romana, talmente numerosa da essere soprannominata la famiglia de I Mille.

Un giorno nello stanzone di Pietralata giunge un giovane, stravolto dalla fatica, che si presenta come Carlo Vivaldi, bolognese. Scostante e scortese, non è interessato ad avere rapporti con i suoi coinquilini, e se ne sta chiuso nel suo angolo senza comunicare con nessuno.

Poco tempo dopo, inaspettatamente, ricompare Nino, non più Camicia Nera ma partigiano comunista. Il suo soprannome da partigiano è Assodicuori, e con lui ha portato un suo compagno di guerriglia, Quattropunte. L'arrivo dei due mette Giuseppe Secondo in uno stato di eccitazione ideologica, al punto che, sebbene vecchio e malconcio, decide di unirsi alla compagnia partigiana di Nino, con il nome partigiano di Mosca.

Nino, inoltre, durante la cena, riesce a far parlare Carlo, scoprendo che si tratta di un dissidente politico (anarchico) arrestato dalle SS e fuggito durante la deportazione. Qualche tempo dopo anche Carlo, avuta notizia dell'uccisione di tutta la sua famiglia (di origine borghese) da parte dei nazisti, per vendicarsi si unisce alla Libera (la banda partigiana di Nino), prendendo il nome di Piotr e rivelando la sua vera identità: il suo nome, in realtà, non era Carlo Vivaldi, bensì Davide Segre, ebreo.

Finalmente I Mille riescono a tornare nella loro Napoli, lasciando Ida e Useppe soli nello stanzone di Pietralata. La loro solitudine dura poco: in breve nuovi sfollati, avuta notizia di quel luogo, vengono ad abitare lo stanzone.

Il gennaio dell'anno seguente, 1944, vede la tragica fine dei partigiani Mosca, ossia Giuseppe Secondo, e Quattropunte, il migliore amico di Nino, morti durante le loro imprese, nonché di Maria (o Mariulina), fidanzata di Nino e complice dei partigiani, uccisa dai nazisti con sua madre. La morte di Giuseppe Secondo ha un risvolto positivo per Ida: un'eredità di diecimila lire, che si trovavano nascoste all'interno del materasso lasciatole dal vecchio comunista.

Grazie a una sua anziana collega, Ida trova un nuovo alloggio: una stanza in affitto da una famiglia, la famiglia Marrocco, nativa della Ciociaria. Questa famiglia è costituita da Filomena, sarta, suo marito Tommaso, il loro figlio Giovannino (attualmente in Russia, e la cui stanza è quella presa in affitto da Ida), la giovanissima moglie di Giovannino, Annita, e il vecchio padre di Filomena. La casa viene spesso frequentata da Santina, vecchia prostituta e amica delle Marrocco, che era (a dir suo) in grado di leggere le carte, e per questa sua presunta capacità veniva sempre interpellata dalle appigionanti di Ida sulla sorte di Giovannino, che sperano di rivedere al più presto (mentre noi sappiamo essere morto durante la ritirata dalla Russia).

Nella casa dei Marrocco arriva un giorno Davide (prima conosciuto come Carlo o Piotr), alla ricerca di Nino, che è a Roma, ma senza un recapito preciso. Pochi giorni dopo, infatti, si presenta anche Nino, ma purtroppo Useppe si trova a passeggio con Annita. In questa occasione Nino comunica alla madre, sconvolta, di aver scoperto le sue origini ebree, e di esserne felice («A' mà! Che stiamo ancora ai tempi de Ponzio Pilato? Che se fa, se sei giudia? [...] Pure Carlo Marx era giudio!»).

Con l'inizio del 1946, a guerra ormai terminata, Useppe inizia a mostrare insofferenza all'idea di andare a dormire, poiché le sue notti sono tormentate da lunghi e spaventosi incubi. La persistenza di questi ultimi convince Ida a portare il piccolo Useppe da una dottoressa, che gli prescrive un ricostituente, che permette a Useppe di ricominciare una vita normale.

Qualche tempo dopo, un'altra morte segna il racconto: quella della prostituta Santina, uccisa dal suo magnaccia Nello D'Angeli.

Verso la fine dell'agosto dello stesso anno, Nino si trasferisce per qualche giorno nell'appartamento che Ida ha preso recentemente in affitto, con una cagna, Bella, che resterà con Useppe fino alla fine del romanzo. Questa situazione dura solo cinque giorni, ma Ida spera che possa diventare una situazione definitiva.

Il 16 novembre Useppe viene colpito da un attacco epilettico, il primo di tutta la sua vita (anche la madre, da bambina, aveva avuto questa malattia). Qualche giorno dopo, un altro avvenimento giunge a minare la salute psichica di Ida: la morte di Nino in un incidente stradale, dopo un inseguimento con la polizia (Nino era contrabbandiere).

La primavera e l'estate del '47 vede Useppe e la cagna Bella (che dopo la morte di Nino era riuscita a trovare la casa di Ida e si era stabilita lì) "pazziare" per le vie di Roma, lungo il Tevere (dove hanno una sorta di "rifugio segreto", in realtà non molto segreto), dove incontra un ragazzetto, tale Scimò Pietro, fuggito da un riformatorio. Questo ragazzo sarà il suo unico amico, oltre a Davide Segre, che intanto vive a Roma nella vecchia casa di Santina, sottomesso dal desiderio di morfina, e ad essa schiavizzato.

Nei momenti in cui si trova sotto gli effetti della droga, Davide è particolarmente amabile nei confronti di Useppe, tanto che Useppe tornerà spesso a trovarlo negli ultimi giorni. Sempre sotto gli effetti della morfina, Davide tiene un lungo discorso sull'anarchia in un'osteria, in gran parte ignorato dalle persone a cui si rivolge.

Di lì a breve Davide Segre, stroncato da un'overdose (o, come dice la Morante nel testo, da un'"iperdose"), muore nel suo appartamento. Qualche giorno dopo anche il piccolo Useppe muore durante uno dei suoi attacchi epilettici. La madre, Ida, alla vista del figlioletto morto, impazzisce, e viene portata in un ospedale psichiatrico dove morirà nove anni dopo.
 
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view post Posted on 24/4/2011, 21:29           Quote
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Mungitore

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CITAZIONE (+Sekhmet+ @ 24/4/2011, 21:03) 
Ragazzi so che non c'entra molto, ma che ne direste se facessimo anche un club del film?

io ci sto!! però prova a proporlo in quella sezione e spandi la voce tipo in chiacchiere.... magari interessa anche ad altre persone che col club del libro non hanno molta affinità... :-D

oh mamma Tamaraaa!! e io che pensavo che la trama messa da me fosse lunga...... o.o cmq per ora mi incuriosisce di più "niente di nuovo sul fronte occidentale"

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Capataz

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"L'assiro" di Nicholas Guild

Assiria, VII secolo avanti Cristo. A Ninive, nel Palazzo Reale, vivono felici i due fr atellastri Tiglath Assur e Asarhaddon. Entrambi si innamorano della stessa affascinante principessa, dalla quale – oltreché il loro – dipende il destino dell'Assiria. Rivive nelle pagine di questo libro un mondo scomparso, barbaro e raffinato.

:wub:

anigif amandafg15xq2pxzwrpe2lwm7hf gifAdozioni levrieri

e se Dio il quinto giorno dopo aver creato il cielo, la terra, le piante e tutte le sue creature, si fosse fermato e le avesse contemplate, il sesto giorno non avrebbe creato la cosa più inutile ............. l'uomo!!!!

Pierdavide Carone il ragazzo che ha rivoluzionato il kamasutra
coperti sotto il mare a far l'amore in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi,
in tutto il mondo l'universo che ci insegue. everyway-everywhere-everylake


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Puledro

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Io propongo Memorie di una geisha di Golden Arthur.

SPOILER (click to view)
Circondate da un'aura di mistero, le geishe hanno sempre esercitato sugli occidentali un'attrazione quasi irresistibile. Ma chi sono in realtà queste donne? A tutte le domande che queste figure leggendarie suscitano, Arthur Golden ha risposto con un romanzo, profondamente documentato, che conserva tutta l'immediatezza e l'emozione di una storia vera. Che cosa significa essere una geisha lo apprendiamo così dalla voce di Sayuri che ci racconta la sua storia: l'infanzia, il rapimento, l'addestramento, la disciplina - tutte le vicende che, sullo sfondo del Giappone del '900, l'hanno condotta a diventare la geisha più famosa e ricercata. Un romanzo avvincente e toccante, coronato da uno straordinario ritratto femminile e dalla sua voce indimenticabile.

"Closing your eyes it's easy to disappear
Dreaming of distant places
And wake right here"



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Mungitore

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memorie di una gheisha è molto ma molto bello!!! però è lungo e pesantino, oddio c'è di peggio!! forse proprio quello proposto da me è peggio, però nn l'ho ancora letto e ce l'ho a casa e questo è a suo vantaggio...
cmq stanno uscendo cose interessanti, come al solito!!!

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view post Posted on 25/4/2011, 00:46           Quote
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Falena Notturna

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CITAZIONE (Fantasia* @ 24/4/2011, 22:13)
Io propongo Memorie di una geisha di Golden Arthur.

Credo che lo appoggerò, è davvero bello!

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view post Posted on 25/4/2011, 01:45           Quote
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Puledro

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Io propongo "Passavamo sulla terra leggeri" di Sergio Atzeni.
Bellissimo.

SPOILER (click to view)
È una rievocazione romanzata della storia dei sardi, resa in forma di resoconto mnemonico orale. Dai tempi lontani in cui dei fuggiaschi arrivarono sull'isola da una non precisata terra a oriente, sino alla epocale sconfitta nella battaglia di Sanluri del 1409, combattuta dal Regno di Arborea, ultimo detentore dell'indipendenza, contro i catalano-aragonesi. I protagonisti, veri,inventati o trasformati (emblematica la figura di Mariano, padre della patria sarda, che diventa una capra zoppa danzante) detengono il filo della memoria collettiva detenuto dai Custodi del Tempo. Il penultimo di questi (Antonio Setzu ovvero Antonio il vecchio) è appunto la principale voce narrante del romanzo, colui che racconta in una casa di un paesino chiamato Morgongiori l'intera storia al nuovo custode.
I riferimenti alla geografia e alla storia dell'isola si sovrappongono a un racconto mitico e poco rispettoso delle tante ricostruzioni operate da studiosi di varia attendibilità, miscelandosi in una narrazione tesa a ribaltare la visuale ufficiale sulla storia dei sardi, quella fatta dall'esterno. La cosiddetta "lingua degli antichi" ad esempio viene reinventata da Atzeni senza l'utilizzo di strumenti etimologici ma solo come invenzione letteraria. La stessa parola s'ard è tradotta come danzatori di stelle.



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view post Posted on 25/4/2011, 10:26           Quote




Io quoto "niente di nuovo sul fronte occidentale", è da un po' che lo voglio leggere, magari è la volta buona :)
 
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view post Posted on 25/4/2011, 10:40           Quote
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Ronzino

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Molto interessanti le proposte, specie Memorie di una geisha che vorrei leggere da tempo ^^

Avrei voluto proporre qualcosa sull'antica roma, ma non volevo cadere su Manfredi e le altre opere che ho letto sono in più volumi e quindi le vedo poco fattibili (anche perchè trattasi di volumi parecchio lunghi).
Quindi cercando qualche cosa di particolare sono incappata in
Il viaggiatore di Gary Jennings
Da wikipedia
SPOILER (click to view)
Il viaggiatore è un romanzo di Gary Jennings che narra le vicende di Marco Polo partendo come base dal romanzo Il milione e da quello che Marco Polo disse in punto di morte.
Quando Marco Polo era in punto di morte, amici e parenti si riunirono al suo capezzale cercarono di convincerlo a dichiarare che quello che aveva scritto nel suo libro erano solo menzogne per poter andare incontro alla morte senza questo peccato. Al che lui li maledisse tutti e disse "Non ho raccontato neanche la metà di quello che ho fatto e veduto nei miei viaggi".

Il romanzo inizia a Venezia quando Marco Polo è ancora un ragazzino, e racconta le sue avventure con i ragazzi orfani della parte di Venezia più misera. Marco è un ragazzo abbandonato a se stesso, in quanto il padre e lo zio sono creduti morti perché sono partiti 10 anni prima per condurre affari a Costantinopoli e da quel momento nessuno aveva avuto più alcuna notizia di loro. Marco si mette nei guai spinto dall'infatuazione per una donna più grande di lui e finisce in prigione con la gravissima accusa di aver ucciso il nuovo Doge. Grazie anche all'inatteso ritorno del padre e dello zio a Venezia, Marco riesce ad uscire di galera ma viene bandito dalla città. Parte quindi con il padre e lo zio che vogliono tornare nell'estremo oriente, nel Catai (l'odierna Cina) dal Khan Qubilai. Il viaggio dura circa tre anni, durante i quali la compagnia vive svariate avventure. Dopo il loro arrivo nel Catai, la trama diventa molto più complicata, tra intrecci amorosi, storie di guerra e di amicizia tra Marco Polo e la gente del posto. Da sottolineare soprattutto la storia d'amore tra Marco e la sordomuta ex-schiava Hui Sheng. Dopo la loro decisione di tornare a Venezia la narrazione diventa molto più veloce e percorre in poche pagine anche gli ultimi anni di vita di Marco Polo.


Pare interessante anche se ho notato che sono 908 pagine ^^'

penguin114
...e poi c'erano i pinguini che facevano la hola...
jpgrecinzioni
direttrice della redazione del tg flash di Amicici!
cit. Gadolinio: mi limito solo a dirti che sei Indispensabile per una lettura corretta e sana di Amici!!


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view post Posted on 25/4/2011, 17:32           Quote
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Devo combattere con le mie lacrime, mica con una poesia...

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Non sono un'appasionata del genere.
Mi affido a voi per le proposte.
Se per caso dovesse venirmi in mente qualcosa propongo!





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"Cambia il mondo, cambiano le avversarie,
ma non cambia

LA REGINA"






As a woman I have no country.
As a woman, my country is the whole world.

V. Woolf
 
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