
Tra Djokovic e Murray alla fine vince Rafael Nadal. Ci sono volute quasi cinque ore, cinque set e innumerevoli passaggi a vuoto da una parte e dall'altra per decidere chi dovesse affrontare lo spagnolo che, dopo questa maratona alla fine vinta dal serbo numero 1 al mondo (6-3 3-6 6-7 6-1 7-5), partirà certamente favorito nella finale di domenica. Una partita strana perché, come dichiarato dallo stesso Djokovic, "era più facile strappare il servizio che tenerlo". Insomma se tecnicamente sul campo c'è stato equilibrio, con Murray che ha dimostrato ancora una volta di non aver nulla da invidiare al tennis dei 3 giocatori che lo precedono in classifica, la partita si è decisa con l'altra componente fondamentale di questo sport: la testa. Djokovic ha saputo rimanere attaccato al match quando era in debito d'ossigeno e alla fine è stato premiato. Murray invece, ha regalato un passaggio a vuoto di 25 minuti che si è tradotto in un 6-1 al quarto set. Ed è stato punito.
SOTTOTONO - Chi si aspettava sin da subito il replay del match giocato a Roma nel 2011 si è trovato davanti due controfigure irriconoscibili. Djokovic è un lontano partente del robot alieno visto negli slam 2011: sbaglia dritti dal fondo, non è incisivo al servizio e si concede qualche passaggio a vuoto da "mediocre terrestre". Murray invece non è nemmeno in campo. E sono i numeri a dirlo. Quattordici errori non forzati con il dritto, otto con il rovescio e una percentuale di punti vinti dopo la prima palla di servizio pari al 41%. E' evidente quindi che tra un mediocre terrestre, e qualcuno che sta giocando a un altro sport, alla fine ne esca vincente il giocatore con la racchetta in mano.
BUONGIORNO MURRAY! - Il secondo set inizia sulla falsa riga del primo. A Murray non entra nulla e Djokovic sale 2-0. Ma qui succede qualcosa. Lo scozzese infatti riesce ad annullare una palla del 3-0 e controbreakka il serbo immediatamente. E' l'inizio di un match "femminile". I due tennisti sono incapaci di tenere il proprio turno di battuta e mostrare un buon livello di tennis ma, paradossalmente, sono in grado di farlo proprio sul servizio dell'avversario. Murray alla fine sale 4-2 sfruttando l'evidente calo fisico di Djokovic ma soprattutto approfittando dell'idea tattica del serbo - "sfondare col dritto dal fondo" - che contro le buone risposte dello scozzese proprio in questo set non funziona. Il calo fisico DI Djokovic poi, come contro Ferrer, inizia a farsi evidente e col lui il movimento dei piedi. Prima di chiudere il secondo set per 6-3 Murray è però costretto ancora una volta ad annullare quella che sarebbe l'ennesima palla del controbreak. Insomma, Djokovic cala ma Murray, il significato di cinismo, proprio non lo conosce.
LA MARATONA - I problemi fisici di Djokovic però sono evidenti. Il serbo fatica a respirare e l'allergia dichiarata dallo staff, unita ai colpi di tosse e la difficoltà nella corsa, fa più pensare a qualche linea di febbre che a una reazione allergica a qualcosa. Fatto sta che il serbo resta in campo e Murray non "uccide" il set quando potrebbe - e dovrebbe - farlo. Sì perché il particolare match di servizi al "femminile" continua e Murray, dopo aver strappato il servizio a Djokovic, non trova nulla di meglio da fare che farsi controbreakkare"a zero" nel game successivo. Il set, combattutissimo, ha il suo picco di patos prima del tie-break. Murray non contento di aver tenuto in partita Djokovic - nel frattempo ripresosi dalla sua crisi respiratoria - ha 3 set point sul servizio dello scozzese. Il britanico si inventa 3 colpi pazzeschi - due con il dritto e uno con una smorzata - che dicono di no al serbo e prolungano la partita al tie-break. Qui Murray sfodera il suo miglior tennis, giocando senza paura e a tutto braccio terminando così il tie-break per 7 punti a 4 dopo una maratona di un'ora e ventotto minuti.
DR JEKYLL E MR. HYDE - L'esaltazione dovrebbe lasciare spazio alla cavalcata di Murray ma con lo scozzese, fare pronostici, diventa impossibile. Ecco perché il 6-1 a favore di Djokovic, in un quarto set durato 25 minuti, non fa notizia. E non è una sorpresa nemmeno il fatto che Djokivic si trasformi in leone nel set decisivo. Il serbo alza il livello dei suoi colpi e stappa il servizio a Murray sul 4-4 andando a servire per il match. Lo scozzese però, in versione dr. Jekyll e mr. Hyde, si trasforma ancora una volta tornando a giocare il tennis che lo ha visto avere la meglio nel tie-break del terzo set. Il risultato è un break a 0 per la gioca di una Rod Laver Arena che vive un orgasmo tennistico. Murray, completamente ritrovato, si costruisce due chance per andare a servire per il match sul 5-5 ma il ragazzo di Belgrado è un lottatore e con un dritto lungolinea dopo uno scambio durato 26 colpi annulla ogni speranza dello scozzese. Sarà infatti Murray, nel game successivo, ad inchinarsi al numero 1 al mondo lasciando a Novak Djokovic il gradevole compito di ripresentarsi su questo campo tra meno di 48 ore per difendere il titolo conquistato nel 2011.
Simone Eterno (Twitter @Simon_Forever) / Eurosport
VIDEO: GUSTA GLI HIGHLIGHTS DELLA MARATONA FRA DJOKOVIC E MURRAY!