La Riserva

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- Rubrica SAPEVATELO, Una curiosità alla settimana per i NonSoloEcologisti

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view post Posted on 22/7/2012, 10:53           Quote
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Maniscalco

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Perché ci scottiamo al sole?

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È una domanda tutt'altro che scontata: solo di recente infatti, grazie a uno studio guidato da Richard L. Gallo, della University of California di San Diego, e pubblicato sulla rivista Nature Medicine, la scienza ha finalmente spiegato cosa innesca il processo di arrossamento epidermico.

I ricercatori hanno scoperto che l'RNA (acido ribonucleico) delle cellule viene fratturato dalle radiazioni ultraviolette. Dopodiché, i recettori nelle cellule vicine individuano l'RNA danneggiato e "dicono" all'organismo di infiammare la pelle sana che circonda la cellula morta, ed ecco che arriva la scottatura.

In genere, l'RNA agisce da messaggero nel nostro organismo, "codificando" il DNA, con il quale l'RNA condivide la struttura a doppia elica. Ma il tipo di RNA che innesca l'arrossamento della pelle viene chiamato RNA non codificante: non trasmette informazioni genetiche, mentre controlla invece come funzionano i nostri geni.

Per arrivare alla loro scoperta, i ricercatori di Gallo hanno sottoposto delle cellule umane in laboratorio a una dose di luce ultravioletta equivalente a circa 15-30 minuti in pieno sole, sufficienti per una scottatura. Hanno poi aggiunto le cellule morte a una coltura di cellule normali. Hanno così notato che un tipo di recettore che solitamente individua l'RNA estraneo nei virus riconosce anche quello fratturato all'interno delle cellule morte, e innesca il processo di infiammazione.

L'infiammazione, sottolinea Gallo, ha una serie di aspetti positivi. Per cominciare, rimuove le cellule colpite dal sole, consentendo il processo di guarigione della pelle. È possibile inoltre, secondo i ricercatori, che possa eliminare cellule geneticamente danneggiate prima che possano diventare cancerose.

L'altro aspetto positivo della scoperta, dice Gallo, è che comprende i meccanismi dell'arrossamento epidermico può contribuire a mettere a punto degli inibitori dell'infiammazione che potrebbero aiutare molte persone afflitte da malattie autoimmuni come il lupus, che danno luogo a un'elevata sensibilità alla luce locare.

Fonte: National Geographic

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« C'è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio! Io non li temo! Non ci riusciranno! Sento che, in futuro, le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni! Che, grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera! Capiranno e apriranno gli occhi, anziché averli pieni di sale! E si chiederanno cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta. »

 
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view post Posted on 22/7/2012, 11:28           Quote
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Maniscalco

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Quale presidente tenne un alligatore alla Casa Bianca?

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La tradizione di tenere animali da compagnia alla Casa Bianca è iniziata con il primo presidente degli Stati Uniti, George Washington, che portò con sé vari cani, un cavallo e un asino, e prosegue tuttora con Barack Obama e il suo Bo (nella foto in alto), un cane d'acqua portoghese.

Ma non tutti si sono attenuti a scelte così "banali": John Quincy Adams infatti teneva come animale da compagnia un alligatore che gli era stato donato dal Marchese de Lafayette. Sua moglie, d'altro canto, portò alla residenza presidenziale dei bachi da seta, e usava il tessuto ricavato per cucirsi degli abiti.

John Quincy Adams non fu neppure l'unico a scegliere di avere accanto animali inconsueti: per la Casa Bianca sono passati cuccioli di tigre (Martin Van Buren), di orso (Thomas Jefferson), capre (Abramo Lincoln), procioni (Calvin Coolidge, che vantava un vero e proprio zoo: aveva anche una tigre, un leone, un ippopotamo pigmeo, un wallaby e una piccola antilope) fino ai coccodrilli di Edgar Hoover.

Fonte: National Geographic

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« C'è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio! Io non li temo! Non ci riusciranno! Sento che, in futuro, le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni! Che, grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera! Capiranno e apriranno gli occhi, anziché averli pieni di sale! E si chiederanno cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta. »

 
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Maniscalco

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Una curiosità legata alle Olimpiadi che sono appena cominciate ^_^

In quale disciplina olimpica l'Italia ha vinto più medaglie?

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La scherma, e di gran lunga. Fino a Pechino 2008 compresa, gli schermidori italiani hanno vinto in tutto 116 medaglie (45 d'oro, 39 d'argento e 32 di bronzo): quasi il doppio rispetto alle 60 conquistate nel secondo sport più medagliato, il ciclismo.

È stato uno schermidore anche l'atleta italiano più premiato alle Olimpiadi in assoluto: Edoardo Mangiarotti (al centro nella foto insieme ai fratelli Dario e Mario, anch'essi atleti della stessa disciplina). Vinse in tutto 13 medaglie in ben cinque Olimpiadi, da Berlino 1936, quando a 17 anni conquistò l'oro nella spada a squadre, a Roma 1960, quando ottenne l'oro nella spada a squadre e l'argento nel fioretto - sempre a squadre - e di anni ne aveva 41.

Edoardo Mangiarotti è morto poche settimane fa, il 25 maggio, all'età di 93 anni.

Fonte: National Geographic

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« C'è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio! Io non li temo! Non ci riusciranno! Sento che, in futuro, le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni! Che, grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera! Capiranno e apriranno gli occhi, anziché averli pieni di sale! E si chiederanno cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta. »

 
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Maniscalco

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Quale campione olimpico ha vinto anche un Nobel?

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L'atleta, diplomatico, accademico e politico britannico Philip Noel-Baker (1889 – 1982) è a tutt'oggi l'unico uomo ad aver vinto sia una medaglia olimpica che il prestigioso riconoscimento conferito dall'Accademia Svedese.

Nel 1912, alle Olimpiadi di Stoccolma, si qualificò nei 1.500 metri (sopra, quarto da sinistra), disciplina in cui vinse l'argento nei successivi giochi di Antwerp, in Belgio. Fece anche parte della squadra olimpica inglese ai giochi di Parigi del 1924, i cui exploit sono narrati nel film del 1982 Momenti di gloria.

Nel 1959, grazie al suo impegno a favore del disarmo mondiale, Philip Noel-Baker ricevette il Premio Nobel per la Pace.

Fonte: National Geographic

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Quale fu la prima olimpiade cui parteciparono le donne?

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I giochi olimpici dell'antichità erano riservati solo agli uomini, ma le donne furono escluse anche dalla prima edizione delle Olimpiadi dell'era moderna, tenutesi ad Atene nel 1896: la loro partecipazione, secondo de Coubertin, sarebbe stata "poco pratica, priva di interesse, antiestetica e scorretta".

Le donne furono ammesse per la prima volta ai Giochi Olimpici di Parigi del 1900, concorrendo in discipline come il tennis su prato e il golf. Le prime competizioni olimpiche femminili di ginnastica e atletica debuttarono invece nel 1928 ad Amsterdam: nella foto sopra, la finale dei 100 metri vinta dalla canadese Myrtle Cook (a sinistra). Nel corso degli anni, le donne vennero ammesse a un numero sempre maggiore di discipline fino ad arrivare alle Olimpiadi di Londra 2012, dove, con l'introduzione della boxe femminile, non vi sono più sport che non vedano la partecipazione delle donne.

Quest'anno, inoltre, hanno partecipato per la prima volta ai giochi atlete di tre paesi islamici: Qatar, Brunei e Arabia Saudita.

Fonte: National Geographic

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Maniscalco

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Qual è la grotta più profonda del mondo?

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Il primato dell'abisso terrestre più profondo al mondo spetta, almeno fino a oggi, alla Grotta Krubera-Voronya, che scende nelle viscere della Terra a ben -2.191 metri. La grotta si trova in Abkhazia, una repubblica secessionista della Georgia, e vi si accede salendo sul massiccio di Arabika.

(Aggiornamento: ad agosto 2012 lo speleologo Gennadiiy Samokhin ha ritoccato, seppur di poco, 6 metri, il record di profondità della grotta).

Di recente, durante una spedizione scientifica iberico-russa chiamata CaveX team, al suo interno è stato scoperto, a -1.980 metri, l'animale che vive a maggior profondità nel sottosuolo, un artropode dell'ordine dei Collemboli chiamato Plutomurus ortobalaganensis. Lo sapevate?

Fonte: National Geographic

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Maniscalco

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Cos'è la "luna blu" che vedremo stasera e poi nel 2015?

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Stasera, nuvole permettendo, nel cielo splenderà una luna diversa, una luna che non vedremo più fino al luglio 2015 e che non compariva dalla vigilia di Capodanno del 2009.

Si chiama "luna blu" anche se non è affatto blu: è semplicemente il termine comunemente usato per definire la seconda luna piena del mese, ossia quel fenomeno per cui, una volta ogni tre-cinque anni, nell'arco di un mese cadono due lune piene anziché una sola.

"Non c'è nulla di scientifico, ed è un fenomeno privo di alcuna rilevanza astronomica", spiega Mark Hammergren, astronomo dell'Adler Planetarium di Chicago, Illinois. "Ma credo che ci possa far riflettere sulla nostra storia e su come il nostro calendario sia nato dall'osservazione dei movimenti degli oggetti in cielo”.

Secondo alcuni astronomi, la definizione popolare di "luna blu" non sarebbe l'unica, e sarebbe inoltre basata su un errore editoriale.

La definizione più comune, ossia quella della seconda luna piena del mese, nascerebbe infatti da alcuni errori effettuati in una rivista di astronomia, in cui un autore interpretò male l'utilizzo del termine in un'altra rivista, una sorta di "calendario di frate Indovino" chiamato Maine Farmer's Almanac.

Successivi studi di numeri dell'Almanac pubblicati dal 1819 al 1962 hanno rivelato che il termine "blue moon" in realtà si riferiva alla luna piena "in più" che può capitare in un determinato anno per via delle discrepanze tra il calendario e l'anno astronomico.

Di solito infatti nell'arco di un anno vi sono 12 lune piene, una al mese, visto che il mese lunare - il tempo impiegato dalla Luna per attraversare le sue fasi - corrisponde all'incirca a un mese del nostro calendario. Tuttavia, il nostro calendario è basato sul ciclo del Sole, ossia sul tempo impiegato dalla Terra per orbitarlo. Ciò significa che l'anno del calendario non è in realtà divisibile per mesi lunari; perciò, ogni tre anni, abbiamo 13 lune piene.

Il Farmer's almanac divideva divideva l'anno in quattro stagioni, in cui ogni stagione durava tre mesi. Quando in una stagione vi erano quattro lune piene, l'Almanac chiamava quella luna "blu".

Insomma, alla fin fine la luna blu non è poi un evento così raro, aggiunge Hammergren, anche se negli Stati Uniti si usa dire "Once in a blue moon" un po' come noi diciamo "Una volta ogni morte di papa".

"Il solo fatto di riconoscere che possiamo avere una luna piena due volte in un mese e avere del folklore legato al fenomeno prova che gli esseri umani sono sempre stati degli astronomi", conclude Hammergen.

Fonte: National Geographic

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...questo topic è molto interessante, mi sono appena iscritto, e se troverò qualche notizia particolare la inserisco :B):

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view post Posted on 2/9/2012, 18:34     +1     Quote
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Vaccaro

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Marco23 meraviglioso topic!
mooolto interessante...

a breve partito per l'islanda, le mie ferie e quindi toccherò la capitale più a nord, come hai segnalato in uno dei post!

:lol: mi sono iscritta! non voglio più perdermi per poco notizie come quella sulla luna blu!

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view post Posted on 2/9/2012, 18:39     +1     Quote
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Capataz

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Marco che bel topic ^_^


firmalogopiccola

3oJFXpg
‎"Pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra"

 
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view post Posted on 5/9/2012, 14:02           Quote
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Maniscalco

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Sono davvero contento che apprezziate questa rubrica.
E sono contento che piaccia anche a morme che ogni tanto ha messo qualche silenziosa spolliciata :B):
Certo, Free, puoi postare tutte le notizie curiose che vuoi ^_^ :#embrace#:

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view post Posted on 10/9/2012, 07:58     +1     Quote
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Maniscalco

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Uomini e donne vedono allo stesso modo?

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Non è solo un luogo comune: secondo un nuovo studio pubblicato su Biology of Sex Differences, uomini e donne non vedono davvero le cose nello stesso modo, e ciò potrebbe avere radici profonde nell'evoluzione umana.

Secondo la ricerca, condotta dallo psicologo Israel Abramov del Brooklyn College, le donne riescono a distinguere meglio i colori, mentre gli uomini sono più abili nell'individuare oggetti in rapido movimento e a cogliere particolari in lontananza: il che, secondo gli studiosi, potrebbe essere frutto di un adattamento evolutivo legato al nostro passato di cacciatori-raccoglitori.

Duranti gli esperimenti condotti su una serie di giovani adulti di entrambi e sessi, i ricercatori hanno notato che donne e uomini tendevano ad attribuire sfumature diverse agli stessi oggetti; gli studiosi pensano di sapere perché.

"Per gran parte dello spettro visibile i maschi hanno bisogno di una lunghezza d'onda leggermente superiore rispetto a quella delle femmine per poter percepire la stessa tonalità”, spiegano i ricercatori.

Poiché una lunghezza maggiore è associata a colori più "caldi", una certa sfumatura di arancione può apparire più rossa a un uomo che a una donna; allo stesso modo, l'erba appare sempre più verde alle donne rispetto agli uomini, i quali percepiscono gli oggetti verdi un po' più giallognoli.

Gli uomini sembrano eccellere soprattutto nel saper cogliere i rapidi cambiamenti dei dettagli in lontananza: una capacità che i ricercatori attribuiscono allo sviluppo neuronale nella corteccia visiva, che viene amplificato dagli ormoni maschili come il testosterone; ciò farebbe si che i maschi nascano con il 25 per cento in più di neuroni in questa regione cerebrale rispetto alle femmine.

E queste diverse capacità potrebbero appunto spiegarsi con l'ipotesi che i due sessi abbiamo sviluppato abilità psicologiche diverse per meglio rispondere ai loro ruoli nella preistoria: i cacciatori maschi "sarebbero stati maggiormente in grado di individuare possibili prede o predatori da lontano", mentre le femmine, raccoglitrici, potrebbero essersi adattate in modo da poter riconoscere più facilmente in base al colore oggetti statici, come bacche e frutti.

Fonte: National Geographic

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Maniscalco

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Cos'è l'ambra grigia, l'ingrediente principale dei profumi?

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L'ambra grigia è una sostanza prodotta dall'intestino dei capodogli quando questi ingeriscono materiali irritanti, come ad esempio il becco di un calamaro: l'ambra grigia ricopre il materiale, formando una massa che viene espulsa in mare.

Il valore dell'ambra grigia sta nel ruolo chiave nell'industria profumiera, in quanto ha la capacità di fissare i profumi, e nella sua rarità: viene infatti raccolta lungo le spiagge, dove viene trovata per puro caso, come è accaduto di recente al piccolo Charlie Naysmith, 8 anni.

Camminando con il padre lungo una spiaggia del Dorset, nel Regno Unito, si è imbattuto in una strana roccia che si è poi rivelata essere un pezzo di ambra grigia del peso di circa mezzo chilogrammo: il suo valore è stato stimato attorno ai 50.000 euro.

Fonte: National Geographic


Estiquaatsi.
Non vale proprio nulla :o:

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Best Riservista Amiciana 2012

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cheforte!

Un bambino mi ha raccontato una cosa simile ma non c'avevo capito niente, ora tutto torna. La sua spiegazione era "Sai che una balena ha vomitato e un bambino ha trovato il vomito di balena che vale 50milamilionidifranchi? "


"Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare.."


manaradonnadicuori
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E ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perché ho bisogno della tua presenza
per capire meglio la mia essenza.
Questo sentimento popolare
nasce da meccaniche divine
un rapimento mistico e sensuale
mi imprigiona a te.
Dovrei cambiare l'oggetto dei miei desideri
non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
fare come un eremita
che rinuncia a sé.
E ti vengo a cercare
con la scusa di doverti parlare
perché mi piace ciò che pensi e che dici
perché in te vedo le mie radici.
Questo secolo oramai alla fine
saturo di parassiti senza dignità
mi spinge solo ad essere migliore
con più volontà.
Emanciparmi dall'incubo delle passioni
cercare l'Uno al di sopra del Bene e del Male
essere un'immagine divina
di questa realtà.
E ti vengo a cercare
perché sto bene con te
perché ho bisogno della tua presenza


WqSax



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view post Posted on 18/9/2012, 14:43           Quote
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Maniscalco

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Se anche il nostro vomito fosse pregiato, gli alcolizzati cronici sarebbero i più ricchi del mondo :lol:

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