La tribł pił minacciata della TerraCosģ l'organizzazione Survival International definisce gli Awį, una tribł amazzonica minacciata dal disboscamento e dalla colonizzazione delle loro terre
Piccola Farfalla e il suo popolo, gli Awį, sono la tribł pił minacciata del mondo: č quanto denuncia l'organizzazione Survival International, che si occupa della tutela di gruppi indigeni nel mondo.
Secondo Survival, in uno dei quattro territori abitati da questa tribł dell'Amazzonia orientale, in Brasile, potrebbero esserci fino a 4.500 invasori (allevatori, taglialegna e coloni) rispetto ai massimo 450 Awį dellarea.
Marta Azevedo, nuovo capo del Dipartimento governativo agli Affari Indiani brasiliano FUNAI, ha confermato che la difficile condizione della tribł č diventata oggi la massima prioritą del suo dipartimento.
Il villaggio di Piccola Farfalla si trova a una sola mezz'ora di distanza dalla frontiera dove i coloni stanno bruciando la foresta degli Awį.
Il Brasile č uno dei paesi pił importanti del mondo, con una delle economie pił dinamiche che si conoscano, e ha certamente le risorse necessarie per proteggere la terra degli Awį, dice Stephen Corry, direttore generale di Survival International.

Gli Awį, riferisce Survival, sono una delle ultime tribł di cacciatori-raccoglitori nomadi del Brasile. Oltre 60 Awį non hanno mai avuto alcun contatto con l'esterno.
Vivono quasi tutti in riserve legalmente riconosciute ma oggi si ritrovano confinati in lembi di foresta sempre pił piccoli sotto l'incalzante invasione illegale di allevatori, coloni e taglialegna che stanno devastando le loro foreste.
Gli Awį conoscono le loro foreste intimamente. Ogni valle, corso d'acqua e sentiero č inciso nella loro mappa mentale. Sanno dove trovare il miele migliore, quali dei grandi alberi della foresta stanno per dare frutti e quando la selvaggina č pronta per essere cacciata.

La raccolta delle bacche di acai e delle altre ghiottonerie della foresta č occasione di festa per tutta la famiglia, bambini inclusi.

Questa grafica satellitare mostra lestensione del taglio illegale del legno in uno dei territori degli Awį.
Secondo Survival, circa il 30% della riserva protetta degli Awį č gią stata abbattuta. La foresta della tribł sta scomparendo a un ritmo pił veloce di qualsiasi altra area indigena del Brasile.

Le foreste degli Awį si stanno riducendo sempre pił a causa dell'avanzare di allevatori e coloni, denuncia Survival International.
Negli anni Settanta, riferisce l'organizzazione, nella regione furono scoperti enormi giacimenti di ferro. I ritrovamenti portarono alla nascita del Programma Gran Carajįs, un progetto di sviluppo finanziato dall'Unione Europea e dalla Banca Mondiale che prevedeva, tra le altre cose, la costruzione di una miniera e di una ferrovia.

Amerintxa'a sull'amaca insieme alla sua scimmietta. Gli Awį mantengono un legame profondo e intimo con gli animali della foresta, che spesso vengono adottati e allattati al seno. Sono trattati come membri della famiglia e mangiarli č tabł, riferisce Survival.

Alcuni Awį cambiano nome pił volte nel corso della vita. Dicono che Amerintxa'a abbia pił di 90 anni: il suo nome significa "nonna". Nonostante la veneranda etą, va ancora a procurarsi il cibo nella foresta e vive da sola sotto il suo tetto di foglie di palma.

Le donne Awį decorano i mariti con piume d'avvoltoio reale, usando la resina degli alberi come colla. Li preparano per il rito del karawara, con cui gli uomini entrano in stato di trance e vanno ad incontrare gli spiriti della foresta e gli antenati.
Esistono diversi gruppi di Awį isolati, che gli Awį contattati chiamano mihśa. Alcuni vivono all'interno dei territori awį riconosciuti, e ogni tanto vengono avvistati dagli altri Awį. Le loro vite sono in grave pericolo perché l'invasione delle loro terre continua a crescere.
Il FUNAI ha occasionalmente trovato piccoli gruppi familiari nascosti in minuscoli lembi di foresta al di fuori dei territori awį ufficialmente riconosciuti. Spesso sono i sopravvissuti di massacri brutali, attuati da sicari al soldo degli allevatori, da taglialegna e coloni. Oggi vivono costantemente in fuga per evitare di essere uccisi.

I coloni che hanno invaso illegalmente il territorio degli Awį sono centinaia e hanno costruito tre vasti insediamenti, riferisce Survival International. I taglialegna hanno spianato una rete di strade e lavorano nei pressi di una delle comunitą degli Indiani.
I rilevamenti satellitari mostrano che dal 1985 č andato distrutto oltre il 30% della foresta. Nel 2009, il territorio Awį ha subito il pił alto tasso di deforestazione di tutti i territori indigeni dell'Amazzonia.

Oggi le terre degli Awį sono prese di mira da tagliatori di legna che aprono strade nel cuore della foresta, e da coloni che cacciano la selvaggina da cui gli indiani dipendono esponendoli continuamente a malattie e violenze, riferisce Survival International.
Secondo l'organizzazione, nel territorio degli Awį sorgono ora anche 3 grandi insediamenti illegali, costruiti dopo il riconoscimento ufficiale dell'area da parte del governo, avvenuta nel 1992. Altre aree sono state occupate da grandi allevamenti di bestiame, responsabili di aver gią distrutto ampi tratti di foresta.
Nel giugno del 2009 un giudice federale ordinņ l'espulsione di tutti gli invasori entro 180 giorni. Tuttavia alcuni allevatori fecero subito ricorso e la sentenza fu sospesa; da allora il disboscamento e l'occupazione illegale delle terre hanno continuato a crescere.

Un coati curioso, parente del procione, adocchia la carne di cinghiale che un gruppo di cacciatori awį ha portato al villaggio dentro ceste di foglie di palma.

Secondo Survival International, oggi circa 355 Awį gią contattati vivono suddivisi in quattro comunitą e dipendono ancora totalmente dalla loro foresta, per tutto.
Altri (un altro 20-25%) restano invece isolati. Alcuni piccoli nuclei famigliari si mantengono costantemente in fuga, nascosti negli ultimi lembi della foresta pluviale del Maranhćo, soggetta a un rapidissimo disboscamento. Altri gruppi invece, composti di circa 60 individui, vivono all'interno della riserva di Araribóia, oggi invasa in modo massiccio dai taglialegna.

La tribł ama moltissimo allevare animali da compagnia: la maggior parte delle famiglie ha pił animaletti che persone, dal coati, al cinghiale, all'avvoltoio reale. Ma le scimmie sono senza dubbio le favorite.
Questo piccolo di scimmia urlatrice si stringe alla "madre" Awį. Quando sarą cresciuto, ritornerą nella foresta.

Takwarentxia, sua moglie e il loro neonato sono entrati in contatto con il mondo esterno solo nel 1992, mentre cercavano di sfuggire alle guardie armate di un allevatore. La maggior parte del loro gruppo fu massacrato. Oggi la loro famiglia č cresciuta e vivono insieme ad altri Awį.
Fonte:
National Geographic


« C'č qualcuno che vuole mettermi il bavaglio! Io non li temo! Non ci riusciranno! Sento che, in futuro, le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni! Che, grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera! Capiranno e apriranno gli occhi, anziché averli pieni di sale! E si chiederanno cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta. »